Prof. Torello Lotti. L'esperto risponde: Come curo la rosacea?

Aggiornamento: apr 6




l mio primo approccio al paziente con rosacea prevede, una volta diagnosticata e classificata con certezza la rosacea stessa, una approfondita anamnesi.

Oltre alle classiche domande che vanno bene per ogni patologia (anamnesi familiare, fisiologica, patologica remota e prossima), chiedo innanzitutto al paziente quali sono i fattori che secondo lui scatenano o aggravano il quadro clinico. Approfondisco quindi l’indagine anamnestica chiedendogli se alcuni fattori che nella mia esperienza sono causa di aggravamento (caldo, freddo, vento, sole, stress, cibi e bevande calde, cibi e condimenti piccanti, alcol, alcuni farmaci, cosmetici inadatti ecc.) sono anche nel suo caso rilevanti. Indago sulle eventuali patologie concomitanti (emicrania, disturbi digestivi ecc.) e sulle terapie pregresse (uso di steroidi topici, di antinfiammatori topici non steroidei ecc.). Indago infine sulla possibile presenza di sensibilizzazione da contatto e cerco di capire se il paziente ha una cute facilmente irritabile o sensibile.

Solo dopo aver discusso approfonditamente tutti questi aspetti con il paziente affronto con lo stesso la terapia topica e sistemica.

A mio parere, infatti, se non si ottiene la compliance del paziente a evitare i fattori scatenanti, si va spesso incontro a un insuccesso terapeutico.

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